LE 3″C” DEL DESIGN GRAFICO: COMPETENZA, CREATIVITA’, COLLABORAZIONE

Per tutti quelli che lo pensano: il lavoro di un grafico|designer non è estetica, non è un gioco al computer, ecco perché richiede ore. È un significato, un messaggio, comunicazione. Il contenuto viene prima del design. Il design, senza contenuti, è solo decorazione. Come un cervello che, senza idee e pensieri, è vuoto totale.

J. Zeldman

Quali sono le tre regole per un buon prodotto di grafica? Che cos’è il graphic design ad oggi, quando tutti sono abili con la tecnologia e nei social regna il concetto del “fai da te” in ogni campo?

Purtroppo, è andato perdendosi nel tempo un principio fondamentale che tutti dovrebbero tenere a mente: la professionalità si costruisce con lo studio e l’esperienza, non possiamo essere “grafici” senza aver studiato grafica o senza aver lavorato in questo campo. La progettazione dettagliata e concreta di un’idea o un pensiero non è cosa semplice e scontata. La grafica è proprio quella parte pratica alla base della comunicazione visiva. Va inventata, progettata e realizzata esponendo concetti, emozioni, situazioni e realtà esistenti. Un conteuto in un’immagine.

Ecco quindi le 3″C” del Design Grafico che ognuno dovrebbe tenere presente, soprattutto se ci si vuole approcciare a tale mestiere, attività, passione. Perché si, la grafica può essere anche una passione, un hobby. Deve essere una passione ancora di più, se decidiamo di fare questo lavoro. Steve Jobs diceva: “il frutto di un lavoro fatto bene può essere soddisfacente, il frutto di un lavoro fatto con passione è meglio”.

1-COMPETENZA: non basta conoscere le basi di programmi grafici, per potersi definire professionisti del campo. Non basta creare un logo fai da te, o copiarlo da esempi già esistenti, per definirsi esperti. L’analisi di un’azienda, lo studio attento dei servizi, la capacità di estrapolarne idee e immagini da riprodurre in una grafica, sono tutte capacità che si costruiscono nel tempo, dopo tanto tempo.

2-COLLABORAZIONE: tra chi realizza la grafica e il cliente. A prodotto finito è necessario che entrambi siano soddisfatti di ciò che è stato realizzato, per cui si deve tener conto delle idee del grafico quanto dei gusti del cliente. Molti pensano sia giusto che ci pensi il grafico. Diamo a Cesare quel che è di Cesare, certo. Ma un grafico non è un Dio, è una persona con gusti, opinioni, che fa scelte. Come tali, possono non piacere al cliente. Il fatto che siamo grafici seri e professionisti, non significa che le prime proposte fatte al cliente vadano bene. I nostri gusti sono personali e, come tali, differenti. Ecco perché è fondamentale una buona comunicazione tra cliente e grafico. Solo capendo i gusti dei nostri clienti possiamo realizzare un prodotto finale che sia effettivamente lo specchio delle loro idee.

3- CREATIVITA’: senza buone idee non si può fare design, di nessun tipo. Senza immaginazione e fantasia il messaggio che una grafica può trasmettere è inutile, banale, privo di personalità. Come ogni mestiere richiede una certa “predisposizione”, che può essere implementata da una continua attività di formazione e studio. L’importante, sia per chi parte da zero che per chi qualche conoscenza ce l’ha, è non sentirsi mai arrivati o perfetti. Non si finisce mai di imparare, soprattutto in una professione come questa, che va integrata allo sviluppo tecnologico e ai continui aggiornamenti in campo informatico.

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